Milano, maggio 2025 – La passione di Matteo Cervone per i semafori è il motore che ha generato la mostra personale Semafori. Linguaggio universale, in esposizione dal 18 al 26 maggio 2025 presso gli spazi dell’Ex Fornace a Milano. E quale buona occasione se non la ricorrenza dei cento anni dall’allestimento del primo semaforo italiano nella città di Milano, 1° aprile 1925, per raccontare la storia di un oggetto tanto importante quanto iconico, una narrazione che tenga conto dell’arco storico e iconografico dei semafori di ieri e di oggi, fino a una riflessione sul futuro del loro utilizzo.



Il semaforo, anche detto lanterna semaforica, è uno strumento importantissimo per la viabilità nelle strade, volto a garantire ordine e sicurezza sia per i pedoni sia per gli stessi automobilisti. È, dunque, un oggetto di uso comune, posto quotidianamente sotto agli occhi di tutti, che per tale ragione viene spesso dato per scontato: subito dopo aver assolto alla propria funzione, viene presto dimenticato tra le miriadi di elementi che adornano le strade al pari degli alberi. Non si presta grande attenzione alla sua presenza, a eccezione del momento in cui a un passante venga voglia di fotografare la facciata di una magnifica architettura o di un’antica chiesa, è in quella circostanza che spesso viene considerata davvero la sua presenza, nel momento in cui si trova a invade il punto di vista del fotografo, che ne maledice la collocazione costringendolo poi a porvi rimedio attraverso l’uso di programmi di fotoritocco. Il lavoro di ricerca e sperimentazione di Matteo Cervone è, al contrario, proprio quello di scovare le collocazioni più interessanti e di impatto dei semafori, che si integrano all’interno della scenografia cittadina, fino ad assumere il ruolo di caratteristi, di maschere, di archetipi dei sentimenti umani.
Nel corso degli ultimi cento anni, il design e la funzionalità del semaforo hanno subìto grandi modifiche per migliorarne la comunicazione, così che fosse intelligibile, adattandosi a un miglior uso dello strumento da parte di tutti e dando un significato inequivocabile ai diversi colori, che ben presto anche nel linguaggio colloquiale hanno mantenuto la medesima classificazione: semaforo verde, va tutto bene; semaforo giallo, presta attenzione; semaforo rosso, pericolo, non procedere oltre. A tutti gli effetti, il semaforo è entrato a far parte di quel linguaggio universale unanimemente accettato e condiviso, che continuerà a essere utilizzato anche quando il semaforo come lo si conosce sarà considerato troppo obsoleto e non più adatto a compiere la propria funzione. Ecco che il lavoro svolto da Matteo Cervone con il suo progetto fotografico si inserisce in quel patrimonio iconico e iconografico che diventerà archivio non soltanto della propria produzione artistica, ma anche valevole di importanza storiografica di un oggetto, e con esso di un periodo storico e della collettività a cui è appartenuto.


Attraverso il percorso di mostra, Semafori. Linguaggio universale, verranno ripercorsi i momenti salienti in cui il semaforo ha fatto la sua comparsa nell’arte, nella letteratura, nel cinema, nella pubblicità e nella cronaca, ma, soprattutto, sarà possibile per la prima volta vedere l’intera narrazione dell’opera di Matteo Cervone dedicata ai suoi omini luminosi, personaggi pop, buffi e simpatici, che raccontano l’uomo attraverso la loro prospettiva ribaltata, delineandone vizi e contraddizioni, passioni e difficoltà, e ricordandoci ogni giorno che siamo ancora umani e che c’è ancora speranza.
Dopo il successo di pubblico e di stampa nella scorsa edizione di Paratissima 2024, Matteo Cervone ripropone la sua installazione L’omino rosso sono io che nel corso dell’intera manifestazione cambierà colore per dare modo ai visitatori di diventare essi stessi degli omini stilizzati dei semafori, e non mancheranno vecchie glorie come lo storico semaforo Alt- Avanti, messo a disposizione dallo sponsor tecnico La Semaforica S.r.l., e opere inedite, come l’ultima installazione progettata da Cervone in cui il semaforo diviene opera archeologica, Archeologia ambito cronologico sec. XXI, aprendo così a una riflessione sul futuro del semaforo a cui tutti i visitatori della mostra saranno chiamati a partecipare.

Semafori. Linguaggio universale
Mostra personale di Matteo Cervone
A cura di Rosanna Accordino
Con relazione critica di Federico Caloi
18 – 26 maggio 2025
Ex Fornace
Alzaia Naviglio Pavese 16, Milano


